Ok, sono passate più o meno dodici ore da quando ho finito il libro e posso dirlo: tu, Buzzati, con questo tuo romanzo sei entrato di diritto nella mia personalissima top five; e tu, signorina Laide Anfossi, anche tu meriti un posto speciale, in vetta alla classifica dei personaggi più odiosi di sempre. Humbert Humbert, fatti più in là.
Siamo seri: Un amore che non è amore, è ossessione, paranoia, umiliazione. A chi non è mai capitato? Bugie su bugie piuttosto che una dolorosa verità, piuttosto che una disillusione, piuttosto che la solitudine. In amore come in qualunque altra cosa. Averlo letto prima.
(Quando Antonio è costretto ad aspettare la Laide e quel suo cugino là, Marcello, e mangia da solo al ristorante e poi ancora aspetta, aspetta, aspetta e con lui il cagnolino della sua amata: quanta tenerezza).
Se non lo avete ancora letto, che cosa state aspettando? E se mentre lo leggete vi viene da pensare: va bene, ho capito, arriva al dunque, state calmi. Quando arriverete all’ultima pagina capirete che ogni singola riga di quel romanzo è stata necessaria, illuminante, una pugnalata, una doccia fredda.
Hrundi V. Bakshi ad un party che si chiama vita